lunedì 30 maggio 2016



mercoledì 25 maggio 2016

« Le città di Lamone e di Santerno conduce il lïoncel dal nido bianco, che muta parte da la state al verno. »

(Dante Alighieri, Inferno, Canto XXVII)

Faenza

Faenza è collocata sull'asse della Via Emilia all'incrocio con l'antichissima via che congiunge il porto di Ravenna con la Toscana e il mar Tirreno e questa posizione le ha consentito, nei secoli, di allacciare rapporti non solo con le altre città romagnole e con il mare Adriatico, ma anche con Firenze e con l'area toscana.
All'influenza di Ravenna, che può ritenersi conclusa nel periodo altomedievale, seguì infatti un periodo di stretti rapporti e scambi culturali con Firenze, che raggiunse il culmine durante i secoli della signoria manfrediana; nel XVIII sec. infine la città acquistò una identità ed una autonomia culturale tale da diventare un centro predominante nella Romagna.
La storia urbanistica di Faenza, analogamente a quella di molte altre città emiliano-romagnole, si snoda attraverso un continuo processo di rigenerazione dell'originaria struttura romana, che, pur venendo in alcuni casi fortemente intaccata, riesce tuttavia a sopravvivere nell'impianto geometrico della città.
La Faventia romana sorse nell'ultimo quarto del li secolo a.C. in un sito abitato sin dalla preistoria, ma è forse solo in seguito alla costruzione della Via Emilia (187 a.C.) che si puo' far risalire la fondazione della città. Con la fondazione di Faventia iniziò anche la centuriazione del territorio agricolo specialmente ad oriente della Via Emilia, che divenne così perno del territorio urbano e rurale.

Dal secondo secolo d.C iniziò una fase di indebolimento della città, dovuta alla crisi generale dell'impero, ma la vicinanza delporto di Classe e di Ravenna contribuì a ridurre tale fenomeno.  La crisi della città culminò nel periodo bizantino, quando essa si ridusse a ininfluente centro periferico della Ravenna esarcale. Le uniche testimonianze dell'arte di questi secoli sono la chiesa di S. Maria ad Nives (S. Maria Vecchia), la più antica basilica cristiana cittadina, eretta extra moenia nel VI-VII secolo a sud della via Emilia e la cripta della chiesa di SS. lppolito e Lorenzodel VII-XII secolo. Solo verso la fine dell'VIII secolo la città tornò a riconsolidarsi entro una cerchia fortificata - invariata fino al XIII secolo - ed eresse, nell'area centrale, la Pieve di San Pietro. Nel X secolo fu elevato a fianco della Basilica di S. Maria ad Nives il grandioso campanile ottagonale. A partire dall'XI secolo si moltiplicarono le parrocchie urbane e si formò, oltre il Lamone, il primo nucleo del Borgo Durbecco.
Solo verso la metà del secolo si poté dare inizio a nuovi lavori: l'edilizia religiosa vide il compimento di San Bartolomeo, San Giacomo della Penna, della Chiesa di S. Maria Maddalena, Commenda (ancora esistenti) e di molte altre chiese andate perdute. Rimangono inoltre i resti del chiostro del Monastero di San Giovanni Battista ed alcuni archi ogivali nelle chiese diS. Francesco e di S. Agostino, caratterizzati da un gusto arcaico della lavorazione del cotto. L'edilizia civile conobbe il rafforzamento della linea difensiva e un imponente sviluppo nell'area centrale.
Qui furono costruiti il Palazzo del Podestà e il Palazzo del Popolo, destinato a divenire sede della signoria manfrediana, che con il Duomo e l'Episcopio cominciarono a definire la piazza nelle sue forme odierne.
  
Francesco Manfredi, diventato signore di Faenza (1313), contribuì al compimento del ponte delle Torri (tra la città
e il Borgo Durbecco, distrutto da una piena del fiume Lamone nel 1842), che forse era il più singolare monumento urbano della Faenza medioevale, alla fondazione della Zecca, al compimento della chiesa dei Servi e alla costruzione di un torrione dove doveva poi sorgere la Torre dell'Orologio.
Contemporaneamente alla distruzione della rocca federiciana, nel 1373 fu portata a termine la costruzione dell'imponente rocca voluta dal Cardinale Egidio d'Aibornoz, sull'area oggi occupata dall'Ospedale per gli Infermi.
L'area centrale fu nuovamente oggetto di modifiche da parte di Astorgio I Manfredi, che fece costruire, tra il 1392 e il 1395, su tutto il fronte del Palazzo della Signoria, un portico con colonne lapidee che si estendeva dalla Via Emilia fino al Voltone della Molinella.
Dopo il 1455, con le signorie di Astorgio Il e Carlo Il Manfredi, la città conobbe un periodo di grande stabilità politica e di intensa attività edilizia, che aiutarono ad instaurare stretti legami col mondo culturale e artistico di Firenze. Con Astorgio II iniziò anche la grande stagione umanistica faentina, caratterizzata da un grande processo di acculturazione, mediata dalla famiglia Medici, che vide operanti a Faenza Giuliano e Benedetto da Maiano e Biagio d'Antonio da Firenze; si lavorò per la costituzione della Libreria Manfrediana, l'acquisto di opere donatellesche, di Rossellino e di Andrea e Luca della Robbia.
Il secolo XVI si aprì con l'assedio alla città posto da Cesare Borgia, sintomo di una grossa crisi nell'autonomia locale. Una breve ripresa, anche edilizia, si registrò con l'amministrazione veneziana, che consentì di rimettere mano ai lavori della cattedrale: nel 1509 però la città venne definitivamente incorporata nello Stato della Chiesa dove rimase ininterrottamente fino al 1797.
Il secolo XVIII continuò con più incisività questo processo di sostituzioni e riedificazioni ad opera della oligarchia religiosa e civile, che poteva operare grazie alle rendite dei patti agrari che vennero inaspriti. Le opere, a cui lavorarono soprattutto capomastri locali, sono numerosissime. Per l'edilizia religiosa vanno annoverate le chiese di S. Agostino (1720-21), S. Umiltà(1741), S. Francesco (1746-54), S. Domenico (1761-65) e S. lppolito (1771-75) e per l'edilizia civile i palazzi Zanelli (1745),Bertoni (1745), Severoli (1780) e Ferniani (1750).
Nell'ultimo quarto del secolo si formò a Faenza una committenza nobiliare culturalmente aggiornata e di tendenze ideologiche filofrancesi, che pemetterà all'avanguardia neoclassica, guidata dagli architetti Giuseppe Pistocchi e Giovanni Antonio Antolini, dal pittore Felice Giani e dal plasticatore Antonio Trentanove, di legare le nuove istanze culturali alle aspirazioni egualitarie e borghesi.
Da non dimenticare che Faenza è sede della Gresini Racinc, la squadra corse del Mitico Fausto, campione di motociclismo, e dell'attuale Toro Rosso erede del grande Minardi team, del coraggioso Giancarlo che portò la romagna alla Formula 1



     







testi e foto Proloco Faenza,  guarda il video








punto sosta gratuito presso il parcheggio del giardino centro Marconi, ingresso da via








 G.Marconi, (riferimento farmacia comunale 2) praticamente in centro.

martedì 24 maggio 2016


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M O N O C H E M - Additivo per l’igiene della toilette

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Efficacia per 4/5 giorni. (noi l'abbiamo testata per una settimana e il risultato é stato ottimo)
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martedì 10 maggio 2016



« Le città di Lamone e di Santerno conduce il lïoncel dal nido bianco, che muta parte da la state al verno. »

(Dante Alighieri, Inferno, Canto XXVII)
Imola


Con i suoi 69 mila abitanti, posta lungo la via Emilia a cerniera fra Emilia e Romagna, Imola è conosciuta a livello internazionale per alcune eccellenze quali l’autodromo “Enzo e Dino Ferrari”, l’Accademia Pianistica Internazionale “Incontri col Maestro”, il ristorante San Domenico ed aziende leader mondiali nel packaging, negli impianti ceramici, nelle strumentazioni elettrodentali e nella ceramica.
Fondata dai Romani nel II secolo a.C. col nome di Forum Cornelii, l’insediamento sorgeva in un area già intensamente popolata in età preistorica. La pianta della città richiama ancora in modo evidente lo schema tipico di fondazione romana con l’incrocio fra il decumano (via Emilia) e il cardo (via Appia - via Mazzini). Imola è l’unica città al mondo ad avere la pianta disegnata da Leonardo da Vinci (conservata nelle collezioni reali a Windsor, proprietà della Regina Elisabetta II), che vi soggiornò nel 1502, al seguito di Cesare Borgia. Fra gli edifici storici di maggior pregio figurano la Rocca sforzesca, con le sue raccolte di armi e ceramiche antiche, la cattedrale di S. Cassiano, la biblioteca ed il teatro comunale, ricavati nell’ex convento di San Francesco; Palazzo Tozzoni, con gli arredi originali del Sette/Ottocento, la chiesa di San Domenico, l’abbazia di Santa Maria in Regola e la basilica santuario della Madonna del Piratello. Cuore della città è Piazza Matteotti,sulla quale si affacciano il municipio e il quattrocentesco Palazzo Riario Sforza (oggi Sersanti).
La città merita una visita anche per la sua ricca offerta enogastronomica e per manifestazioni di grande richiamo quali “Imola in Musica” (secondo fine settimana di giugno) e “Baccanale” (seconda e terza settimana di novembre).
Con oltre 50 mq di verde pubblico a testa e più di 70 chilometri di piste ciclabili in sede propria, Imola conferma la propria attenzione all’ambiente ed alla qualità della vita. Molto diffusa è anche la pratica sportiva, che può giovarsi di 52 impianti comunali, con circa 50 società che svolgono attività a livello federale e oltre 120 a livello amatoriale, con ben 3.300 ragazzi sotto i 15 anni che fanno sport.
Oggi la città può contare su un ricco tessuto produttivo, basato su una stretta sinergia fra il mondo cooperativo, di cui Imola è vera capitale e la piccola e media impresa; su una qualificata rete commerciale e su un’agricoltura con produzioni a marchio IGP e DOP.
Imola è città Medaglia d’oro al valor militare per attività partigiana.
  guida virtuale della citta'
     
Famosa nel mondo anche per il suo autodromo La voglia di velocità appartiene al patrimonio degli imolesi fin dall’antichità. Nell’80 a.C., all’epoca della civiltà romana, Imola disponeva già di un anfiteatro in cui correvano le bighe, forse segno premonitore di un futuro… di corse! 1952 Il collaudo della pista a lavori ultimati è eseguito il 19 ottobre 1952 dai pilotiAscari, Farina e Villoresi sulle Ferrari, Bertocchi sulla Maserati, Masetti sulla Gilera e Lorenzetti sulla Guzzi. È il 25 aprile 1953 quando il circuito viene ufficialmente inaugurato con la disputa del Gran Premio Coni, prova del Campionato Italiano di motociclismo che vedrà vincitori gli stessi Masetti e Lorenzetti. Sempre nel 1953 la gestione dell’Autodromo è assunta dall’E.S.T.I. (Ente Sport e Turismo Imolese), con presidente Tommaso Maffei Alberti. Il 21 aprile 1963 si assiste all'esordio della Formula 1 sul tracciato imolese. Si tratta della prima gara non ufficiale, vinta dallo “scozzese volante” Jim Clark con la Lotus Climax Brm con la quale alla fine della stagione diventa Campione del Mondo. La scuderia Ferrari non partecipa. Il 1972 è l’anno di una grande idea motociclistica: Checco Costa inventa la “Daytona d’Europa”, ovvero la mitica 200 Miglia trasportata sull’altro lato dell’Atlantico. Dopo ampi lavori di ristrutturazione del circuito e la costruzione del nuovo edificio box – all’epoca il più moderno d’Europa – si svolge, nel settembre 1979, un nuovoGP di Formula 1. Pur non essendo valido per il Campionato del Mondo, vede la presenza di tutti i team partecipanti al campionato. Vince Niki Lauda sulla Brabham di Bernie Ecclestone. la storia continua qui...
 
 
   


a distanza di anni, continua al Tamburello e alla statua nel parco delle Acque Minerali il pellegrinaggio in ricordo di un giorno tragico in cui perse la vita un grande pilota, Ayrton Senna, da non dimenticare la stessa tragedia il giorno prima, in cui perse la vita il meno famoso Roland Ratzenberger

foto e testi Comune di Imola, Radici Imolesi, Autodromo Enzo Dino Ferrari, le foto dell'autodromo dall'archivio storico dell'Associazione Ufficiali di Gara Bologna www.ufficialigarabologna.com

per sostare a Imola: Area attrezzata Riverside, sul fiume Santerno, via Luigi Pirandello nei pressi dell'ingresso principale dell'autodromo e nelle vicinanze del centro storico. Apertura annuale, forse è superfluo indicare come arrivarci... strada statale 9 Via Emilia A14 uscita Imola
testo completo su Galassiacamper
il viaggio continua verso Faenza...

venerdì 6 maggio 2016



buon fine settimana e chilometri a tutti
il meteo promette tempo gradevole quasi ovunque